Non serve la mafia per fare antimafia.

Non occorre che ci sia la mafia per fare antimafia. Anzi, quella più inutile è proprio l’antimafia del giorno dopo. Non importa quante polemiche banali e quante speculazioni politiche e giornalistiche abbiano reso Formia ostaggio di sé stessa. Nonostante io non mi sia mai espressa con certezza sul fatto che si trattasse di camorra, mai mi hanno sfiorato la presunzione e l’arroganza di puntare il dito in maniera così violenta, come proprio in questi giorni si sta facendo contro chi, con coraggio, ha voluto schierarsi contro ogni forma di malavita organizzata. Mettendoci la faccia, a viso aperto, e parola mia, con le lacrime agli occhi per quell’amico così rumoroso, perso in un silenzio così assordante: il silenzio di chi muore ammazzato.

L’impertinenza di paragonare l’incidente della piccola Chiara all’omicidio di Mario, l’atto intimidatorio subito dal Teatro Brecht strumentalizzato per annaffiare beghe politiche. Troppe ne abbiamo viste. Credo che questo sia il momento di recuperare un po’ di dignità. Non ho negli orizzonti di diventare una spina nel fianco, come solo Mario sapeva fare, ma di certo ho occhi e cuore per rendermi conto che un atteggiamento così autodistruttivo, nulla di buono porterà al nostro territorio.

E ora scrivo a te Mario, mi spiace non esserci riuscita prima. Non per motivi di tempo, ma per quella sensazione che ti coglie quando tutte le parole che vorresti usare scappano via. Non sarà certo un’indagine della polizia a chiudere quel buco in fronte che ti hanno fatto. Sii orgoglioso di ciò che sei stato, e sii orgoglioso anche del segno che hai lasciato. Le polemiche e le cattiverie spariscono come nubi di fumo. Le idee e il coraggio di chi ha amato la propria terra continuano a camminare sulle gambe di chi accetta in eredità battaglie importanti. E le tue, le sentiamo tutte sulle nostre spalle.

Eri un gran rompiscatole, a tratti insopportabile. Ieri sono stata ad un convegno con la mia nuova reflex, te lo avevo promesso che l’avrei comprata. Volevo scattare dei gran primi piano, ma ho avuto timore di disturbare. E ora mi ritrovo solo foto troppo lontane, laterali, misto pubblico, panoramiche dei relatori. Ma tutti lo sanno che dopo un evento, ognuno cerca la sua foto. E… cavolo se ti ho pensato Mario! Volevo proprio farle quelle foto, ma ci vuole una magia in più. Quella del fotografo impertinente, che tutti rimproverano, ma di cui nessuno può fare a meno. Qualcuno senza peli sulla lingua, qualcuno che non fa compromessi con la verità, qualcuno come te. Quando dal cielo vedrò un lampo, penserò che sei tu col tuo flash. E visto che non si possono fermare le nuvole, tu che ci sei più vicino, pregale di portar via tutti i frastuoni e i rumori inutili, che stanno togliendo alle nostre città la forza di andare avanti. Tutti insieme. Magari proprio al ritmo di Bella Ciao.

Ciao Mario.

Alessandra Arena

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Vasco Iacovacci, il sorriso di sempre.


Ciao Vasco,

per tutti questi anni ho sempre provato a scriverti, ma senza successo.
Arrivata alla fine non sapevo mai come salutarti.

Non fu un bel giorno il 4 novembre di quel 2005. Erano le 8.20 e in classe il mio telefono squillava, era Manu, mi avvisava che un eliambulanza ti stava portando a Roma. Ma sono quelle sensazioni inspiegabili, quei vuoti che senti all’improvviso, sapevo che non era vero, sentivo che non c’eri più. “Sei proprio sicura?” …che mattina orribile. E continui a sperare, a pregare non si sa quale dio… e i minuti passano, prima lenti, poi come fulmini, arriva un messaggio… poi un altro… sei vivo, non lo sei… nei corridoi, all’ingresso di scuola, la voce comincia a girare, un mormorio assordante. E continuo a guardare quel foglio nel libro, ti eri candidato a rappresentante di Istituto… continuo a pensare a quella cena a Campodimele, quante patatine fritte mi hai fatto fare, non arrivavano a tavola, le mangiavi tutte tu prima che potessero uscire dalla cucina. E non c’era possibilità di essere tristi vicino a te. Per questo non sono mai riuscita a scriverti. Perché la morte è una cosa triste e io triste non ti ho visto mai. Il giorno del tuo funerale anche il cielo piangeva. Era tutto buoio, buoio come il vuoto improvviso che hai lasciato. “Ditegli sempre di sì”, tu eri il protagonista… fu proiettato in tuo ricordo… e così neanche in quel giorno riuscirono ad essere completamente lacrime di tristezza, ci scappò comunque un sorriso. E allora questo 4 Novembre che arriva ogni anno, puntuale come le risate che solo tu riuscivi a strapparci, voglio pensare a te così, vivo, ottimista, pieno di entusiasmo. Sei un ricordo che dà energia, un teatro tremendamente vero, una vita eternamente in scena, dove l’importante è sorridere, sempre e comunque.

E finalmente, dopo nove lunghissimi anni, lo so come salutarti:
guardando il tuo palco, con un enorme applauso, alzandomi in piedi.

vasco iacovacci

Ciao Vasco, stammi bene.

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DIVERSI SI NASCE, INSIEME SI CRESCE.

In una parola: COOPERAZIONE.

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Dei meravigliosi valori che mi sono stati trasmessi in questi due giorni a Palermo al #welcomeday di Legacoop, voglio condividerne con voi quattro, quelli che mi hanno colpito di più e che da ieri sono entrati a far parte delle mie stelle polari:

1) ho avuto una piacevolissima e umana conversazione con Mauro Lusetti, che oltre ad essere il nuovo Presidente di Legacoop Nazionale, è davvero una bella persona. Non posso dimenticare queste sue parole, una lezione di vita, un modo di essere: “Noi non possiamo sbagliare, perché quando sbagliamo noi, siamo doppiamente responsabili, sbagliamo due volte proprio per tutto quel carico di principi legalitari, democratici e sociali che stanno a fondamento della cooperazione. Tre cose devono tornare ad essere prioritarie: 1) la TRASPARENZA, 2) la COMPETENZA nella gestione manageriale e responsabile dell’impresa, 3) il CONFRONTO QUOTIDIANO con tutti i soci, perché nessuno rimanga mai indietro.”

2) ho ascoltato, sentendomi infinitamente piccola, Tano Grasso. Oltre alla sua vita che parla per lui, continuerà a risuonarmi nella mente questa frase “Potrebbe il mondo cooperativo pesare molto di più in questa battaglia contro il racket e avere una voce critica molto più forte”. Caro Tano, conta pure su di noi per le tue battaglie. Prima come persone e poi come cooperativa, saremo al tuo fianco e vicini a tutti quelli che come te combattono le mafie. Vogliamo un mondo diverso, giusto, trasparente, un mondo dove pagare il pizzo sia solo un brutto e lontano ricordo. La nostra impresa il pizzo non lo pagherà mai! MAI.

3) Grazie Daniele Del Monaco, presidente di Legacoop Frosinone, per avermi fatto incontrare persone meravigliose. Nella nostra delegazione c’erano cinque cooperative, ma io vi giuro(giuro!) che mi avete fatto sentir parte di un’unica, grande, bellissima famiglia. E mi avete fatto amare ancora di più la diversitàricchezza irrinunciabile che rende complementari.

4) Ultimo, ma non in ordine di importanza: la bellezza della Sicilia. Una bellezza che da anni lotta contro l’uomo, stenta a proteggersi ma non rinuncia mai a creare nuove primavere. E quell’aeroporto, anche se si chiama “Falcone e Borsellino”, non mi fa dimenticare le battaglie di Peppino Impastato. Il volo in aereo mi ha confermato che non si possono fermare le nuvole, ma che nonostante le nuvole, il sole sorgerà sempre.

UN VIAGGIO, TANTE PROMESSE.
A me stessa, al mio Paese.

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Operazione “Fuori Giri”, ancora camorra nel sud pontino.

 

E’ notizia di questa mattina. Si è conclusa con 7 arresti l’operazione denominata “Fuori giri”.  Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Napoli-Direzione Distrettuale Antimafia, hanno accertato l’appropriazione indebita in Italia di autovetture di grossa cilindrata, che venivano poi esportate in Germania, per procedere alla falsificazione dei numeri identificativi e dei documenti di circolazione e alla successiva immatricolazione.

 

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Dando esecuzione  a due ordinanze di custodia cautelare disposte dal gip del Tribunale di Napoli, i Finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Roma e gli agenti della Polizia di Stato della Squadra Mobile di Latina  hanno proceduto all’arresto di sette persone, indagate per associazione per delinquere finalizzata alla commissione di più reati di appropriazione indebita, con l’aggravante di aver agito al fine di agevolare l’associazione camorristica dei Casalesi – fazione Schiavone –  nelle cui casse finivano parte dei proventi dell’attività associativa

Oltre gli arresti sono state eseguite decine di perquisizioni a San Cipriano d’Aversa (Ce), Casal di Principe (Ce), Cancello ed Arnone(Ce), Bonito (Av), Calvi Risorta (Ce), Castel Volturno (Ce), Formia (Lt), Santi Cosma e Damiano (Lt), Minturno (Lt) e sono stati inoltre sottoposti a sequestro preventivo beni del valore complessivo di circa 1,4 milioni di euro.

Agli arresti anche i fratelli Salvatore e Antonio Ianuario (il primo già detenuto) e Salvatore Di Puorto (per il quale era già stata emessa un’ordinanza cautelare per fatti connessi a reati di riciclaggio da parte di esponenti del clan dei Casalesi in Emilia Romagna e nella Repubblica di San Marino).

E proprio riguardo al clan dei Casalesi c’è da dire che come emerso da alcune dichiarazioni di collaboratori di giustizia (appartenenti appunto ai Casalesi – fazione Schiavone) vi erano forti interessi del clan nel settore della compravendita di autovetture di grossa cilindrata nelle zone di Cancello e Arnone (Ce), di Latina e di Fondi. Il tutto sotto il controllo diretto di Salvatore Ianuario (referente di camorra prima per il gruppo Bidognetti e, successivamente, per le famiglie Zagaria-Schiavone).

Dall’ipotesi accusatoria, come del resto confermato anche nel provvedimento del gip, emerge che, per il raggiungimento degli scopi dell’associazione criminale, gli indagati si avvalevano di due concessionarie di autovetture con sede a Minturno (Lt) e a Cancello e Arnone (Ce), e di un’autoscuola, sempre con sede a Cancello e Arnone (Ce).

Ad affiancare il Nucleo di Polizia Tributaria di Roma e la Squadra Mobile di Latina nell’esecuzione dei provvedimenti cautelari, sono stati il Commissariato di Polizia di Formia, la Squadra Mobile di Caserta e la componente Pronto Impiego del Gruppo della Guardia di Finanza di Formia.

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